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“Quando il sole della cultura è basso…i nani sembrano giganti…” L’avvento del Web 2.0 ha rinvigorito l ’humus infecondo dove annaspa la produzione letteraria degli ultimi anni. Il fenomeno di “moltiplicazione della vacuità” a scapito della qualità e della “consapevolezza del fatto letterario” (Giulio Ferroni),è la cornice ideale dove pullula e si riproduce “l’asettica essenza del nulla” (Manlio De Cesari), alla deriva tra Kitsch decorativo e manierismo culturale lontano da qualsiasi esperienza reale che non si traduce in originali soluzioni narrative, adeguate alle nuove modalità di rappresentazione. Un sistema autopoietico stimolato dalla schiera pulsante dei nuovi “autori”, prodotto straordinario della cultura dei new media che, con disinvoltura, sforna “scrittori”, “poeti”, “giornalisti”, “tuttologi” all’interno della grande vetrina auto-promozionale dei social, perfettamente aderenti alle nuove tecnologie del sé, vertigo narcisistico-edonica in un contesto di Digital Dementia diffuso. Scenario in linea con l’ involuzione progressiva che caratterizza la società post moderna e con il declino della produzione letteraria odierna.